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martedì 7 luglio 2009

Tangenti e petrolio in Val d'Agri: Woodcock chiude le indagini preliminari

Il pubblico ministero di Potenza Henry John Woodcock ha chiuso le indagini preliminari su un presunto giro di tangenti legato ad appalti per le estrazioni petrolifere in Basilicata, nell'area della Val d'Agri. Il relativo avviso - che è in corso di notifica e che, in genere, prelude ad una richiesta di rinvio a giudizio - riguarda 35 persone: tra queste, l'amministratore delegato della Total Italia 'Esplorazione e produzione' Lionel Levha e altri tre dirigenti della stessa Total, il deputato del Pd Salvatore Margiotta e l'imprenditore Francesco Rocco Ferrara, ritenuto "personaggio chiave" dell'inchiesta, la cui cordata di imprese si è aggiudicata appalti per le attività connesse alle estrazioni petrolifere. Ai dirigenti Total (oltre a Levha, Jean Paul Juguet, responsabile del progetto estrattivo 'Tempa Rossa', Roberto Pasi, capo dell'ufficio di rappresentanza lucano e un suo collaboratore, Roberto Francini) e all'ex sindaco di Gorgoglione (Matera) Ignazio Tornetta, il pm contesta di aver costituito un'associazione per delinquere per 'pilotare' gli appalti relativi al cosiddetto 'Progetto Tempa Rossa' di sfruttamento dei giacimenti petroliferi.

Rispetto al quadro indiziario iniziale, che vedeva Margiotta indagato per associazione per delinquere (la Camera dei Deputati aveva respinto la richiesta di arresti domiciliari ed il Tribunale del riesame aveva annullato l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip), risulta attenuata la posizione del deputato, al quale ora il pm non contesta più l'ipotesi associativa, ma solo una presunta corruzione. Margiotta - secondo l'accusa - avrebbe fatto valere il suo potere e la sua influenza di parlamentare e di leader del Partito democratico della Basilicata per favorire l'aggiudicazione degli appalti alla cordata capeggiata da Ferrara. In cambio avrebbe ricevuto da quest'ultimo, sempre secondo l'accusa, una promessa di 200 mila euro. Margiotta - che si autosospese dal Pd quando arrivò alla Camera la richiesta di esecuzione della misura cautelare - si è sempre detto estraneo a qualsiasi fatto illecito.

Tra le persone chiamate in causa dal pm, figura anche, con posizione marginale, il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo: egli non è coinvolto in irregolarità negli appalti, ma gli si contesta una ipotesi di favoreggiamento personale nei confronti di Ferrara. Indagati anche nella stessa inchiesta, per concorso in corruzione, l'ex presidente della provincia di Matera Carmine Nigro (Popolari Udeur) ed altri ex amministratori pubblici. L'avviso di conclusione delle indagini è in corso di notifica anche alla Total, commissariata per le proprie attività in Val d'Agri, e ad altre società coinvolte nelle presunte irregolarità. L'intera vicenda oggetto dell'inchiesta è stata ricostruita attraverso intercettazioni telefoniche e indagini della squadra mobile di Potenza, diretta da Barbara Strappato, e dei carabinieri del Noe, guidati dal colonnello Sergio De Caprio (il 'Capitano Ultimo' che arrestò Totò Riina).

Secondo l'accusa, i dirigenti della Total avrebbero favorito l'aggiudicazione degli appalti dei lavori per la realizzazione del Centro Oli di "Tempa Rossa" e per altre attività estrattive alla cordata capeggiata dall'imprenditore Ferrara: per l'appalto del Centro Oli, in particolare, sarebbero state addirittura sostituite le buste delle offerte. In cambio, sempre secondo il pm Woodcock, sarebbe stato stipulato nel febbraio scorso un accordo commerciale da 15 milioni: tutte le imprese della cordata Ferrara si sarebbero rifornite per cinque anni solo di carburanti e di oli lubrificanti Total.
(Ansa)

P.O. VAL D'AGRI, SOLDI, DEMOCRAZIA E NUOVE INIZIATIVE

Ieri sera si è svolta a Tramutola (in una sala mal attrezzata) una seduta del Comitato di Coordinamento e Monitoraggio del Programma Operativo "val d'Agri...."

Si discuteva dei criteri di attribuzione di una parte dei 30 milioni di euro accantonati in passato. L'argomento che più di tutti ha interessato il dibattito è stato la "premialità", un insieme di cinque criteri che attribuiscono quote diverse ai comuni.Non mi addentro nei criteri che erano abbastanza tecnici e di cui non ho una buona conoscenza ma alcuni mi sono parsi (a me come ad alcuni sindaci presenti) abbastanza strani. Infatti anche secondo il comitato No Oli questi criteri sono molto particolari : "i comuni dovrebbero spartirsi (i restanti 30 M di €) sulla base non dei risultati ottenuti, ma di quanto sono riusciti a spendere, nella assoluta mancanza di qualsiasi obiettivo in linea con un’idea concreta…".

Comunque a parte tutto, vorrei parlare di alcune aspetti dell'incontro di ieri pomeriggio, che a mio avviso vale la pena citare:

I) La seduta di ieri, era un incontro tecnico "a porte chiuse" alla quale erano presenti i sindaci, alcuni tecnici e altre figure professionali vicine alle amministrazioni. Ma non solo, nella sala erano presenti anche diversi rappresentanti di associazioni ambientaliste e comitati di cittadini. La cosa veramente interessante è che dopo un primo intervento di uno dei rappresentanti dei comitati, il presidente De Filippo ha chiarito, che l'incontro era "a porte chiuse", ma che ciò nonostante tutti i presenti potevano assistere senza problemi, anche intervenendo al dibattito, a condizione che si lasciasse lavorare l'assemblea. Devo dire che questa apertura del Pres. De Filippo è stato un gesto di grande democrazia. Ho assistito di persona a manifestazioni "Pubbliche" dove alcuni contestatori sono stati allontanati con la forza. Lo stesso successe ad alcuni ragazzi a Matera, ad un convegno in cui si parlava di inceneritori, in quella occasione il presidente della Provincia, o chi per lui, fece intervenire la Polizia per allontanare i contestatori (assurdo!!!). Invece ieri nonostante le numerose interruzzioni ed interventi (comunque tutti molto pertinenti) De Filippo ha garantito a tutti la possibilità di assistere e intervenire. Questa è democrazia.

II) Purtroppo anche ieri non si è affrontato per nulla l'argomento Parco Nazionale Val d'agri. Si continua a tacere sull'argomento, anche se bisogna considerare che ieri non vi erano all'ordine del giorno argomenti correlati direttamente. In via indiretta il problema Parco si poteva ugualmente introdurre quando si è presentato il progetto "Parco dell'Energia" (dove si parlava di turismo, ambiente, risorse,etc.) oppure alla fine dell'incontro, durante la presentazione di alcuni progetti di ricerca sul territorio. A mio modesto parere si continuano a presentare iniziative marginali, come questo Parco dell'Energia, e ci si dimentica di cose molto più concrete e importanti come il Parco Nazionale. A parte questo, devo lamentare il fatto che anche leggendo il PO (nello specifico alla voce "Missione A"), non si dedica la giusta importanza all'Ente Parco. Devo dire anzi che gli interventi previsti nella Missione A mi sembrano un po' confusionari e molto imprecisi. La parola ambiente ha ormai assunto talmente tanti significati che si è persa la sua accezione originaria. Nel PO si parla di "Salvaguardia e miglioramento del contesto di vivibilità ambientale". A tal proposito, proprio non capisco cosa significhi "vivibilità ambientale " etc. Non capisco cosa centri la riqualificazione dei centri storici (anche perchè riqualificazione ha un significato ben preciso), con "l'ambiente", questi argomenti dovrebbero essere trattati nella parte urbanistica. Nella Missione A mancano completamente quegli interventi, mirati alla conservazione della natura e delle sue risorse, che sono argomenti molto seri e complessi per nulla menzionati nel PO. Devo dire che già leggendo il titolo si comprende fin troppo facilmente che questo programma e in particolar modo che la "Missione A" è stata redatta da Architetti e Ingegneri, ossia gente che di conservazione della natura non ne capisce un gran chè.

III) La terza riflessione sull'incontro di Tramutola la dedico ai progetti presentati dai Comuni di San Martino d'Agri e di Abriola (se non ricordo male) che hanno richiesto un finaziamento per delle iniziative di ricerca sul territorio. Insomma delle iniziative interessanti e meritevoli, alle quali andrebbe riservato maggiore spazio all'interno del dibattito. Infatti ieri questi progetti non sono stati per niente approfonditi, ma soltanto nominati al margine della seduta. Ma nonostante questo, restano delle iniziative molto interessanti che vale la pena ricordare, anche per dire che finalmente non si finanziano più solo marciapiedi con il PO.


venerdì 26 giugno 2009

lunedì 22 giugno 2009

Rompere il circolo vizioso della gestione dei rifiuti in Basilicata

L'annuncio del neo-sindaco di Venosa, Tamburriello - sulla grave situazione esistente presso la mega-discarica gestita dal Consorzio SEARI di contrada Notarchirico di Venosa, ormai satura - non fa che confermare quanto la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - va chiedendo da tempo a Province e Regione, ovvero di cambiare rotta sul sistema di gestione dei rifiuti in Basilicata.

Infatti, alle scelte di programmazione ed ai Piani provinciali rilevatisi sbagliati - che puntano sulle mega-discariche e sugli inceneritori camuffati da centrali a biomassa - si aggiungono le "ordinanze emergenziali" del Presidente della Regione che riguardano ampliamenti delle discariche esistenti. Questa politica ha innescato un pericoloso e costoso "effetto domino" incentrato sul "tour della monnezza", ovvero la saturazione e la conseguente traslocazione dei rifiuti da un territorio all'altro e da una discarica all'altra.

La OLA invita, pertanto, gli amministratori locali e regionali a rompere questo circolo vizioso che sta provocando danni ambientali e mega-appalti sui quali sono interessate le imprese operanti nel campo dell'impiantistica, del trasporto e dell'incenerimento, così come dimostra la vicenda dell'inquinamento presso la società Fenice SpA del gruppo francese EDF, il cui "ricatto" pesa come un macigno sulle scelte di programmazione in materia dei rifiuti in Basilicata e sull'ambiente, essendo ivi conferiti ingenti quantitativi di rifiuti industriali ed urbani anche di provenienza extra-regionale. Non è possibile far pagare ai contribuenti lucani tasse più esose che alimentano questa gestione dei rifiuti che in Campania ha prodotto il disastro che è sotto g li occhi di tutti.

Ragion per cui, La OLA chiede agli amministratori lucani di recuperare il tempo perduto. In Basilicata vi sono le condizioni demografiche e culturali per portare la quantità della raccolta differenziata dal 10% al 70 % nei prossimi tre anni, realizzare nel contempo il recupero a freddo e "non energetico" dei materiali, riducendo di conseguenza i quantitativi conferiti nelle discariche, che potrebbero essere chiuse nei prossimi 5 anni, e realizzare in un anno due centri di compostaggio per l'umido nelle due province di

(fonte: OLA)

giovedì 11 giugno 2009

PARCO, PETROLIO, MUCCHE INQUINANTI E FUOCHI D'ARTIFICIO

Si è tenuta nella giornata di ieri, all'Università degli Studi della Basilicata, una tavola rotonda con i responsabili dell'Eni, i rappresentanti di WWF ed Unibas - rispettivamente Gaetano Benedetto e Giovanni Figliuolo - e con la partecipazione istituzionale dell'assessore regionale Vincenzo Santochirico. L'iniziativa in questione - moderata da Renato Cantore della Rai Basilicata - è stata preceduta dall'assenza assoluta di annunci mediatici (praticamente erano in pochi a conoscere l'”evento”). Gli ospiti hanno illustrato quello che potrebbe essere definito il “testamento biologico” della Val d'Agri.

 

Grazie alla filosofia del "tutt'apposto" si è sostenuto che farebbero più danni delle trivelle, dei centri oli e degli oleodotti, niente di meno che le pacifiche ma inquinanti mucche che pascolano nei boschi dell'Appennino Lucano - tra cui svettano i pittoreschi "alberi di natale" dell'Eni - e che le esplosioni sismiche alla ricerca del petrolio "darebbero fastidio ai serpenti esattamente come i botti dei fuochi d'artificio delle feste di paese".


In attesa di leggere nel dettaglio lo studio prodotto da Eni ed Università della Basilicata - sulla conservazione della biodiversità in Val d'Agri (ci auguriamo che venga pubblicato integralmente sui siti internet ufficiali di questi Enti) - ed esprimere nel merito puntuali osservazioni, la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - attende ancora di conoscere dall'Assessore all'Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, i monitoraggi dei dati prescritti per tutti gli inquinanti, come l'H2S, i COV e gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) ed altre sostanze prodotte dal Centro Oli di Viggiano e dai pozzi. Inoltre, ad oggi, non ci è dato ancora conoscere le sostanze che hanno inquinato le sorgenti riguardanti il Comune di Calvello, a poca distanza dai pozzi petroliferi e in pieno Parco Nazionale della Val d'Agri-Lagonegrese, il cui Ente gestore - auspichiamo - voglia denunciare. 

Vorremmo, infine, conoscere se i nuovi pozzi autorizzati dalla Regione (anche nel Parco) e la recente esclusione dalla procedura VIA del nuovo pozzo "Monte Alpi 3 DIR OR A" - a poca distanza dalla diga del Pertusillo - non rappresenti un "gesto di buona volontà" da parte della Regione Basilicata nei confronti dell'Eni affinché sostenga con la Regione la battaglia contro il DDL 1195 che il Parlamento si accinge a votare e che significherebbe cancellazione delle royalty, nonché trasformazione del Parco della Val d'Agri-Lagonegrese e della Basilicata in Distretto o "Hub Energetico". Tutto questo in un territorio sempre più "Colonia d'Italia". 

EMERGENZA ECOLOGICA SULLA SPIAGGIA DI METAPONTO

Sulla spiaggia erosa dalle mareggiate di Metaponto Lido la Regione Basilicata sta avviando un progetto di ripascimento targato Agrobios (?), che prevede lo sversamento di circa 100.000 metri cubi di materiale indifferenziato proveniente da cave. Costo del progetto circa due milioni di euro.

Sembra più breccia colorata che sabbia. La stessa sabbia erosa dalle mareggiate si nota invece in maniera evidentissima nei sabbioni prospicenti la riva. Basterebbe dragarla, con la convenienza inoltre di un costo decisamente più basso. Sabato 6 giugno abbiamo presentato un esposto al NOE di Potenza, denunciando la situazione di grave rischio ecologico e di probabile disastro ambientale incombente, originati da questa operazione scellerata, che potrebbe compromettere definitivamente l’intero ecosistema metapontino e lo stesso bene turistico.

Se si dragasse la sabbia, invece, oltre ad avere la stessa materia prima, si potrebbero risparmiare più della metà dei soldi, ma soprattutto l’operazione sarebbe qualificata ad impatto ambientale zero con la convenienza inoltre di una significativa riduzione degli  effetti delle mareggiate future, a causa del decongestionamento dei fondali antistanti la riva che il ripascimento cosiddetto "morbido" apporterebbe. Vi chiediamo di venirci in soccorso perché il litorale è di tutti e non di pochi soggetti interessati solo ai quattrini e non alla salvaguardia del bene ambientale collettivo e della natura.

Vi aspettiamo.

Grazie e cordiali saluti.


Comitato Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto

NEL 2010 SI TORNERA' A PERFORARE IN BASILICATA

Nel corso del suo intervento all'assemblea dell'Unione Petrolifera, il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola ha dichiarato che nell'arco dei prossimi mesi verranno gettate le basi affinché si possa implementare lo sfruttamento del giacimento di gas dal bacino dell'alto Adriatico. Ma Scajola nel suo discorso non dimentica la Basilicata, che secondo il governo Berlusconi dovrebbe diventare un vero e proprio Hub energetico per l'Europa. Secondo Scajola negli ultimi anni si sono verificate diversi rallentamenti a causa di concessioni regionali ed altri rallentamenti burocratici e amministrativi, ma questi inconvenienti in futuro saranno eliminati grazie al pacchetto sullo sviluppo elaborato dal governo. Con le nuove norme contenute nel pacchetto, già a partire dal 2010 si potranno velocizzare i tempi per le concessioni, per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi, nel pieno rispetto dei vincoli ambientali.

Insomma la Basilicata resta sempre in testa alla classifica delle regioni da spremere ben bene, soprattutto  quando parliamo di petrolio, idrocarburi e acqua.

mercoledì 10 giugno 2009

EL PAIS SCOPRE L'ITALIA DELLA MIGNOTTOCRAZIA, E GLI ITALIANI LA ESPORTANO ANCHE IN EUROPA, COMPLIMENTI ITALIA!!!


Partiamo da un fatto fondamentale, l'astensionismo di queste ultime elezioni è una cosa seria. E' stato pari ad un terzo, 66,46%. Se si considerano le schede nulle, bianche etc. possiamo tranquillamente dire che la classe politica, sta oggi rappresentando forse uno scarso 60% degli italiani.

E' cessato il sogno di un'Italia divisa in due grandi "partitoni" (che messi insieme non ne fanno neanche mezzo buono) e finalmente abbiamo dei risultati incoraggianti sulla discesa del PDL, che passa dal millantato 75% al 35%.

Riassumendo in maniera molto semplice, abbiamo un 35,26% PDL, un 26,13% PD e un 38% degli elettori che non si riconosce nel bipartitismo. A questo dobbiamo aggiungere che questi dati sono riferiti ad un 66% degli aventi diritto al voto, ossia il 33,54 % degli elettori non hanno espresso affatto la loro preferenza. Quindi queste elezioni rappresentano solo due terzi degli italiani. Ma l'altra metà, l'altra Italia da chi è rappresentata, cosa vuole e perché non vota?

Altro dato allarmante è che il 15% degli italiani (o meglio dei votanti) hanno votato per partiti che non hanno superato il 4%, questi elettori quindi non saranno rappresentati nel parlamento europeo (così come non lo sono in quello Italiano).... è democrazia questa? Probabilmente una soglia è necessaria ma andrebbe rivista ed abbassata (al 2,5 o al 3% forse).

La Lega continua la sua cavalcata xenofoba verso un mondo immaginario fatto di confini di acciaio e chissà cos'altro, prendendo un bel 10,22%. La Lega che fa della lotta all'immigrazione una bandiera portante della sua politica non ha ancora capito che chiudere le frontiere non serve e non servirà a nulla. Queste persone dimenticano con molta leggerezza che la gente che raggiunge le nostre coste con barconi e quant'altro è costretta dalla fame e dalla sete. Tutte piaghe per il quale anche noi siamo corresponsabili, il Global Warming lo abbiamo prodotto noi occidentali. Questa serie di problematiche ambientali legate al clima ha messo in ginocchio molti governi in giro per il mondo, oggi sono all'incirca 22, e molte di quelle crisi sono il risultato di uno sfruttamento da parte dei paesi occidentali che dura da decenni. Tra 20 o 30 anni i danni ambientali e l'innalzamento dei mari produrranno più di 650 milioni* di profughi, come pensa di fermarli la Lega? (*dati dell'International Institute for Environment and Development elaborati nel 2007).

Un altro dato interessante è l'avanzata dei movimenti di destra in tutta Europa, l'estrema destra da noi ha raggiunto un risultato non trascurabile, un bel 1,3% con FN e Fiamma Tricolore.

Adesso io mi chiedo, perché il PDL e il PD hanno iniziato la loro discesa?

Forse perché gli Italiani iniziano ad essere stufi, stanchi e nauseati di una politica fatta di (come dice Travaglio): nani, menestrelli, mignotte aviotrasportate, rappresentanti vecchi e arrugginiti, fatta sulla pelle di 1.600.000 persone che rischiano la povertà dopo aver perso il lavoro, fatta di questure che nascondono fatti di cronaca nera per quasi 48 ore per non turbare le elezioni. Una politica che vuole annientare la giustizia e promuovere le leggi fai da te, mandando via magistrati che lavorano e promuovendone altri che lasciano molto a desiderare. Una politica fatta di demagogia, di autoreferenziazione, di caste, fatta di incenerimento e di nuclearismo. Una politica dominata dalla dipendenza dal petrolio, dal consumismo, dalla crescita e dallo sviluppo obbligatorio. Gli Italiani iniziano a capire tutto ciò, oppure molti hanno semplicemente dimenticato di andare a votare?

Resta il fatto che il 38% dei votanti di queste ultime votazioni non si riconoscono né nel PD, né nel PDL e questo sancisce un po' la fine del bipartitismo inutile e antidemocratico che serve solo a promuovere inciuci tra di loro.

Ma in tutto ciò un altro fatto importantissimo ha colpito l'interesse degli italiani in questi giorni di elezioni. E' successo che visto che... i giornali Italiani non hanno tempo da dedicare a certe notizie, e allora alcune testare giornalistiche di altri paesi europei si sono occupate degli affari nostri. La stampa estera ha raccontato a noi Italiani i fatti nostri, proprio così!!! Praticamente i giornali esteri ci raccontano cosa succede in Italia, perché da noi molte notizie e molte foto sono CENSURATE. Mah!!!
Ci hanno raccontato di voli di stato, di processi andati a finire cosi cosi e di una mignottocrazia diffusa e praticata da molto tempo sotto gli occhi di tutti. Insomma negli ultimi tempi non esportiamo proprio una una bella immagine del Bel Paese.

Questa povera Italia sembra ridotta veramente male, Italiani vogliamo rialzarci da soli, o aspettiamo che qualcuno dall'estero ci dica come fare?
In un libero stato l'informazione deve essere libera, trasparente e puntuale, solo quando l'informazione funziona la democrazia funziona, un popolo sottomesso è un popolo ignaro, all'oscuro di tutto, un popolo ignorante.